Mentre il conflitto USA-Israele-Iran assomiglia sempre più a un pantano da cui nessuna delle forze in gioco riesce per il momento a districarsi, se non attraverso ulteriori massacri di proletari e popolazioni in via di proletarizzazione (specie se il pantano dovesse ora allargarsi anche al Mar Rosso, come parrebbe mentre scriviamo), la “questione palestinese” è come ricacciata sullo sfondo. In realtà, è parte integrante del groviglio di un Medio Oriente disegnato dagli interessi imperialistici già alla fine della Prima guerra mondiale e ancor più dopo la fine della Seconda, e da allora mai pacificato – al contrario, sempre più insanguinato.
Stato totalitario e autoritario, controllo totale, censura dei media, abolizione dei cosiddetti “diritti fondamentali democratici” e della libertà di espressione, divieti di esercitare professioni, repressione contro gli oppositori e distruzione economica dei mezzi di sussistenza – tutto questo è, per i liberali e per la sinistra borghese (che sono veementi sostenitori delle ideologie e delle illusioni democratiche) le caratteristiche essenziali di una società fascista, alla quale contrappongono la propria democrazia.