Quante parole servono per evidenziare che, nelle profondità del sistema mondiale capitalistico in crisi da decenni, si sta preparando un nuovo conflitto generalizzato, ancora più devastante del passato e di quanto abbiamo sotto gli occhi?
E tutto ciò per cosa?
Per il progresso e futuro dell'Umanità o semplicemente per perpetuare e peggiorare questa società basata sullo sfruttamento e la fame di miliardi di esseri umani?
Nell'epoca dell'imperialismo attuale non ci sono “paesi aggrediti” e “paesi aggressori”,
“Stati canaglia” e “Stati amici”. Ad aggredirsi l'un l'altra sono le varie borghesie nazionali che continuano così – con mezzi sempre più spietati ed estremi – la “pacifica” guerra commerciale su cui si fonda il modo di produzione capitalistico!
Due guerre mondiali e nemmeno un minuto di pace nel mondo dalla loro fine lo hanno mostrato!
Davanti al prossimo conflitto che si prepara, non un solo proletario al servizio degli interessi delle classi dominanti, dei loro stati, dei loro eserciti!
Le patrie, le nazioni, le religioni lasciamole ai borghesi e ai loro fedeli servitori!
Non abbiamo patrie, nazioni e religioni da difendere, ma anzi dobbiamo armarci del DISFATTISMO RIVOLUZIONARIO E DELLA FRATELLANZA PROLETARIA AL DI SOPRA DI OGNI BARRIERA E FRONTIERA CON:
Lotta aperta per la difesa delle condizioni di vita e di lavoro per colpire gli interessi economici della borghesia e salvaguardare il nostro vivere!
Rifiuto di ogni sacrificio economico per salvare l'economia nazionale!
Rifiuto della pace sociale e ripresa delle lotte economiche!
Ripresa della lotta di classe unica e praticabile solidarietà internazionale nelle metropoli imperialiste come nelle periferie!
Rifiuto di ogni complice partigianesimo (nazionalista, religioso, mercenario, umanitario, socialisteggiante. pacifista, etc etc) a favore di uno qualsiasi degli stati o fronti di stati coinvolti nelle guerre!
Scioperi economici e sociali per paralizzare la vita nazionale per rallentare e impedire ogni mobilitazione e propaganda bellica!
(Volantino distribuito allo sciopero generale del 4-10-2025)