Quante parole servono per evidenziare che, nelle profondità del sistema mondiale capitalistico in crisi da decenni, si sta preparando un nuovo conflitto generalizzato, ancora più devastante del passato e di quanto abbiamo sotto gli occhi?
E tutto ciò per cosa?
Per il progresso e futuro dell'Umanità o semplicemente per perpetuare e peggiorare questa società basata sullo sfruttamento e la fame di miliardi di esseri umani?
Le guerre non sono inevitabili. Non lo sono mai state. Sono la conseguenza evitabile del dominio della borghesia.
Non c'è pace senza una lotta continua e senza tregua contro il dominio della borghesia!
Non permetteremo di ergersi a "difensori della pace e dei diritti umani" coloro i quali non hanno offerto mai altro che un sistema economico e sociale che perpetua quotidianamente la violenza sfruttatrice del lavoro salariato sulla maggioranza dell'umanità e delle risorse naturali del nostro pianeta, ovunque e senza pietà – un sistema economico e sociale ormai diventato intollerabile.
Un sistema economico e sociale espressione del modo di produzione capitalistico che ha sempre dovuto fare (e costringere noi proletari senza riserve a fare) la guerra per sopravvivere a se stesso.
Nel giro di due anni, in Ucraina, il massacro, il macello, è diventato un dato di fatto e questa come ogni altra guerra scatenata dagli Stati nazionali borghesi è una catastrofe umana che deve essere contrastata con forza e senza retorici piagnistei: chiunque pensi che si stia difendendo la “libertà” o il “diritto internazionale” o addirittura i “diritti umani” combattendo la “dittatura” in nome di una qualsiasi patria da “autodeterminare” o da difendere è vittima e complice della propaganda bellica di quei maledetti Stati.
Giunge in questi giorni la notizia di una possibile ennesima tregua alla guerra di sterminio e pulizia etnica dello Stato d'Israele nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania, nel Libano e nel Golan “siriano”. Alcune cose debbono continuare a essere chiare. Qualunque sia l'esito immediato di questa vicenda sanguinosa, altro frutto avvelenato delle dinamiche imperialiste, è evidente che non ci sarà sbocco né politico-militare né umanitario. Lo Stato d'Israele continuerà a svolgere il ruolo di gendarme armato dell'area medio-orientale che gli è stato affidato dall'imperialismo USA, con il tacito e ipocrita consenso degli imperialismi “alleati” e con quello “conflittuale” delle potenze emergenti, nel silenzio colpevole e complice delle borghesie arabe, di cui tutte le fazioni palestinesi fanno parte a pieno titolo.
Abbiamo considerato più che opportuno ripubblicare le valutazioni e i commenti che, ai primi del 2009, il nostro Partito dedicò alla battaglia scatenatasi in quei mesi (l’Operazione Piombo Fuso) dell’interminabile guerra che lo Stato di Israele conduce con la complice, diretta responsabilità di tutti gli Stati “arabi” della regione – complicità che fino alla “guerra del Kippur” e poi all’aggressione libanese si esprimeva con una apparente contrapposizione militare, poi con il dialogo diplomatico, per finire con accordi politici ed economici. Dalla “Operazione Piombo Fuso” a quella attualmente in corso denominata “Operazione Spade di Ferro”, sostanzialmente non è cambiato nulla, se non l’incremento esponenziale di potenza di fuoco scatenata nella Striscia di Gaza su una popolazione inerme, con un massacro che rasenta ormai il genocidio.
A cinquant’anni dalla tragedia cilena, riproponiamo due articoli usciti allora sulla nostra stampa: uno pochi giorni prima, l’altro pochi giorni dopo la caduta del governo Allende. Perché quegli insegnamenti non vadano dimenticati.
Non siamo assolutamente sorpresi dalle vicende recenti che stanno sconvolgendo il mondo, portando la discussione sulla “terza guerra mondiale” nei bar e nei talk show televisivi. Non c’interessa qui prendere di mira la destra borghese, più o meno fascista: è un nemico dichiarato. Il problema sono i falsi amici riformisti, pacifisti, democratici: tutta gente che ha illuso e continua a illudere la nostra classe che sia ancora possibile migliorare il capitalismo, eliminarne le contraddizioni. A volte, si spacciano addirittura per comunisti: ma il comunismo è la negazione attiva e organizzata del dominio borghese, tanto nelle sue forme democratiche quanto nelle sue forme fasciste. Essere comunisti significa opporsi a tutte le guerre imperialiste, dichiarare guerra aperta contro il capitale e prima di tutto contro la propria borghesia.
Nel mezzo della rivolta dei giovani proletari delle banlieues, che si trovavano a fronteggiare il fior fiore dell'apparato repressivo della “République Française”, un ingenuo e attempato manifestante reggeva un cartello con la scritta “Disarmare la polizia”.
Una richiesta metafisicamente assurda.
Lo Stato non è un ente preposto all'organizzazione del “bene collettivo”. È il “capitalista collettivo”, che esercita la dittatura della borghesia, anche garantendone il monopolio della violenza.
Nella notte tra l'8 e il 9 ottobre, a Seano, nei dintorni di Prato, il picchetto dei lavoratori in sciopero di una piccola fabbrica di pelletteria, organizzati dal SUDCOBAS per rivendicaresalari e condizioni di lavoro migliori senza essere trattati come schiavi (lavorano 12 ore al giorno, sette giorni su sette!), è stato aggredito e minacciato da un gruppo di uomini mascherati, una squadraccia di picchiatori in stile fascista e nella migliore tradizione mafiosa che caratterizza il “tessuto produttivo” dell'economia legale e illegale di quella zona. Anche questa volta, i lavoratori non si sono lasciati intimidire ed è scattata una immediata solidarietà collettiva, culminata in uno sciopero spontaneo in diverse altre aziende e in una tempestiva manifestazione nel centro di Prato.
(Resoconto del Rapporto tenuto alla Riunione Generale del Partito, 4-5 novembre 2023)
Come siamo arrivati a quel sistema mondiale, che oggi mostra di porsi macchinosamente in moto per un terzo conflitto, che, irto di impianti produttivi, gonfio di massa finanziaria, munito di una rete di controllo diplomatico, autentico "soprastato" per tre quarti della terra, attrezzato di una organizzazione di propaganda soffocante la superficie del pianeta, la sua atmosfera e, per chi ci crede, lo stesso campo imponderabile dello "spirito", padrone infine di una forza armata rispetto alla quale i grandi condottieri della storia arrivano forse ad aver comandato un battaglione di stuzzicadenti, si definisce con la espressione più scempia che sfrontata di ‘mondo libero’? (“Schifo e menzogna del mondo libero”, Battaglia comunista, n.15, 1950)
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