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Difendersi nella pace del capitale! Boicottare le guerre del capitale!

Volantini 28 Ottobre 2026

Il capitalismo e la sua organizzazione per Stati nazionali producono sempre e solo guerra: guerra tra i singoli capitali, guerra tra i singoli monopoli, guerra per il controllo dei mercati, guerra per il controllo delle materie prime e, sempre, guerra permanente contro la nostra classe proletaria, l'immensa schiera dei lavoratori dipendenti!
Il modo di produzione capitalistico è ormai da anni in una crisi di sovrapproduzione: troppe merci, troppi capitali non riescono più a garantire alle aziende il profitto aspettato, nonostante il disperato tentativo di aumentare i guadagni esaltando con ogni mezzo la “produttività”, l'apologia del consumo, l'inganno della speculazione finanziaria.

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Tempi duri per “i giovani”

Contenuti Web 20 Ottobre 2026

Di questi tempi (tempi duri, e sempre più lo saranno), si fa un gran parlare e scrivere di “giovani”. Se ne occupa un intero esercito di psicologi, pedagoghi, sociologi, statistici, sondaggisti, demografi, politici, giornalisti, e chi più ne ha più ne metta: l'esercito di tutti coloro che, dietro compenso, si prodigano per fare la respirazione bocca a bocca a un'ideologia pur sempre dominante, ma retrograda, asfittica e agonica, tanto quanto lo è il sistema economico-sociale che la produce. Parlano e scrivono di “disagio giovanile”, di “ritiro sociale” (hikikomori, lo chiamano in Giappone), di “Generazione Z” (come dire: “Dopo di loro, il diluvio”). E passano dalla stupefatta preoccupazione per ogni manifestazione di violenta irrazionalità, distruttiva e/o autodistruttiva, che coinvolge e travolge qualche adolescente, al retorico e ipocrita entusiasmo quando “i giovani” sembrano uscire dal vicolo cieco dell'isolamento e dell'apatia per... andare a votare, come qualche mese fa è successo in Italia e Ungheria: il “partito dei giovani”, l'hanno chiamato – ohibò, lì c'è un bel pacchetto di voti da tenere in caldo, per indirizzarli poi verso il nazionalismo, la difesa della Patria, l'intervento in guerra. Sempre naturalmente in nome di Santa Democrazia...

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Non pagheremo per le vostre guerre!

n. 01, gennaio-febbraio 2024 10 Gennaio 2024
  • Imperialismo e guerra
Le guerre non sono inevitabili. Non lo sono mai state.
Sono la conseguenza evitabile del dominio della borghesia.
Non c'è pace senza una lotta continua e senza tregua contro il dominio della borghesia!
 

Non permetteremo di ergersi a "difensori della pace e dei diritti umani" coloro i quali non hanno offerto mai altro che un sistema economico e sociale che perpetua quotidianamente la violenza sfruttatrice del lavoro salariato sulla maggioranza dell'umanità e delle risorse naturali del nostro pianeta, ovunque e senza pietà – un sistema economico e sociale ormai diventato intollerabile.

Un sistema economico e sociale espressione del modo di produzione capitalistico che ha sempre dovuto fare (e costringere noi proletari senza riserve a fare) la guerra per sopravvivere a se stesso.

Nel giro di due anni, in Ucraina, il massacro, il macello, è diventato un dato di fatto e questa come ogni altra guerra scatenata dagli Stati nazionali borghesi è una catastrofe umana che deve essere contrastata con forza e senza retorici piagnistei: chiunque pensi che si stia difendendo la “libertà” o il “diritto internazionale” o addirittura i “diritti umani” combattendo la “dittatura” in nome di una qualsiasi patria da “autodeterminare” o da difendere è vittima e complice della propaganda bellica di quei maledetti Stati.

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Niente illusioni democratiche e riformiste!

Contenuti Web 20 Ottobre 2026

Nelle settimane tra fine settembre e inizi ottobre 2026, due vasti movimenti di massa hanno occupato la scena, andando ad aggiungersi al massacro senza fine dei proletari palestinesi di Gaza e Cisgiordania e ai pantani militar-diplomatici nel Golfo Persico (con appendice, ora, nel Mar Rosso) e in Ukraina. In Spagna, la disastrosa condizione dell'abitare per la stragrande maggioranza della popolazione, con particolari effetti disastrosi per i proletari e le mezze classi in via di proletarizzazione, ha innescato ampie dimostrazioni, subito strumentalizzate dalla politica borghese in funzione elettorale. In Francia, gli studenti delle scuole superiori, sostenuti da quelli universitari e dal personale insegnante, sono scesi in piazza contro una struttura educativa dai chiari connotati classisti, scontrandosi violentemente con la polizia. In entrambi i casi, s'è trattato di avvenimenti che hanno radici ben al di là del pretesto originario o della composizione sociale di chi se ne fa interprete, investendo questioni squisitamente di classe: in pratica, come sopravvivere a stento nel regime del profitto e dello sfruttamento capitalistici.

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Morti per mano dello Stato, sotto il dominio del Capitale

Volantini 28 Agosto 2026
  • Volantini

L'uccisione a sangue freddo, il 19 luglio, nel quartiere Pilastro a Bologna, di Abderrahim Fakir da parte di due sbirri, sotto gli occhi di alcuni infermieri che non hanno mosso un dito per fermare l'azione omicida, ha giustamente suscitato forte indignazione e rabbia, seguita dal contorno delle usuali squallide dinamiche più o meno pre-elettorali, caratteristiche della democrazia dittatoriale che domina ovunque, nel felice regno del Capitale. La lista dei morti per mano dello Stato, nelle più diverse situazioni e con i più diversi metodi, è lunga, anno dopo anno. Per restare a tempi recenti: Ramy Elgami, Abderrahim Mansouri, Michele Ferrulli, Igor Squeo, Andrea Soldi, Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi, Carlo Giuliani, Luca Rossi... E scusate se abbiamo dimenticato qualcuno.

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Israele e Palestina: terrorismo di Stato e disfattismo proletario

n. 05-06, novembre-dicembre 2023 19 Novembre 2023
  • Medioriente
  • Imperialismo e guerra
  • Israele/Palestina

Abbiamo considerato più che opportuno ripubblicare le valutazioni e i commenti che, ai primi del 2009, il nostro Partito dedicò alla battaglia scatenatasi in quei mesi (l’Operazione Piombo Fuso) dell’interminabile guerra che lo Stato di Israele conduce con la complice, diretta responsabilità di tutti gli Stati “arabi” della regione – complicità che fino alla “guerra del Kippur” e poi all’aggressione libanese si esprimeva con una apparente contrapposizione militare, poi con il dialogo diplomatico, per finire con accordi politici ed economici. Dalla “Operazione Piombo Fuso” a quella attualmente in corso denominata “Operazione Spade di Ferro”, sostanzialmente non è cambiato nulla, se non l’incremento esponenziale di potenza di fuoco scatenata nella Striscia di Gaza su una popolazione inerme, con un massacro che rasenta ormai il genocidio.

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Il Primo Maggio non è un giorno di festa, ma un giorno di lotta rivoluzionaria

Volantini 14 Aprile 2026
  • Volantini

Nel giorno del 1° Maggio, l'immensa schiera proletaria di tutto il mondo deve tornare a contrapporre la propria potenza di classe alla catena di tutti gli Stati borghesi, imperialisti e guerrafondai e tornare a essere padrona del proprio destino, scrollandosi di dosso tutta l’oppressione ideologica, economica, sociale, politica della borghesia. Nel giorno del 1° Maggio, il proletariato che parla tutte le lingue deve contrapporre al nazionalismo, vessillo e inganno agitato dalle più varie borghesie nelle loro guerre imperialiste, la bandiera della propria unità di combattimento internazionale.

Con questa bandiera, in questo schieramento necessario, si devono annullare i confini nazionali: contro la geografia degli Stati imperialisti, deve tornare ad affermarsi la geografia che ha un solo invalicabile confine, quello di classe.

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Cile 1973

Contenuti Web 10 Settembre 2023
  • America Latina

A cinquant’anni dalla tragedia cilena, riproponiamo due articoli usciti allora sulla nostra stampa: uno pochi giorni prima, l’altro pochi giorni dopo la caduta del governo Allende. Perché quegli insegnamenti non vadano dimenticati.

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Contro le guerre imperialiste, sempre e comunque disfattismo rivoluzionario

Volantini 02 Marzo 2026
  • Volantini
  • Imperialismo e guerra

Sotto la pressione della crisi mondiale del modo di produzione capitalistico, la situazione medio-orientale si fa, giorno dopo giorno, sempre più critica. La guerra fra Israele-USA e Iran, comunque si sviluppi nell'immediato futuro, ne è al contempo un sintomo e un fattore di accelerazione e aggravamento.

Lo Stato d’Israele svolge appieno la funzione e il ruolo che gli sono stati assegnati, nell'immediato secondo dopoguerra, dalle potenze imperialiste uscite vittoriose (USA e URSS in testa): quelli di gendarme armato, pagato e sostenuto dagli interessi del capitalismo mondiale, nel cuore di una regione gonfia di petrolio, gas e altre materie prime preziose, e crocevia di scambi internazionali. Da parte loro, le locali borghesie (arabe e non), laiche o bigotte, corrotte e reazionarie, pavide di fronte agli imperialismi più forti, non hanno fatto e non fanno che tenersi ben stretti i giacimenti dell'oro nero e seguire l'odore dei soldi: dollari, rubli, euro o yen non importa.

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  • La resistibile avanzata dell’ignobile “mondo libero”
  • Francia: Mentre infuriava la rivolta...
  • A Minneapolis e dintorni, di Stato si muore
  • Repressione e provocazione: una storia infinita...
  • Non pagheremo le vostre guerre imperialiste per il vostro profitto e la nostra morte!
  • Primavera di violenza e repressione
  • Gaza: nessuna illusione
  • Francia. Dopo le rivolte nelle banlieues, che fare?
  • Nostri lutti
  • Primo Maggio 2025: I proletari non hanno patria
  • Guerra e lotta di classe (I) Miserie dell’odierno “marxismo occidentale”
  • I morti e gli ammalati gridano vendetta. Borghesia, tu sia maledetta
  • Un' altra aggressione ai danni di chi lotta
  • Il lungo lavoro che ci attende
  • Ennesima strage di lavoratori. Chi è l'assassino?
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