Riunione internazionale a Zurigo. A metà agosto, compagni provenienti dall’Italia e dalla Germania, hanno proseguito il processo di avvicinamento e integrazione nel nostro Partito di un gruppo di giovani simpatizzanti della Svizzera. l lavori si sono svolti con un incontro pubblico tenuto da un compagno italiano (con puntuale traduzione in tedesco) il sabato pomeriggio sul tema “Partito e intervento sindacale” – che ha raccolto l’interesse di una ventina di partecipanti – e una riunione di lavoro interna la domenica, tra militanti e simpatizzanti, volta a chiarire il senso e la necessità della militanza di partito.
L’incontro pubblico (pubblicizzato come espressione del Partito Comunista Internazionale dai giovani simpatizzanti attivi da tempo all’interno di un eterogeneo movimento spontaneo di lavoratori e attivisti sindacali) ha ribadito la necessità della lotta di difesa economica e sociale come pre-condizione perché il proletariato si possa orientare, sotto la guida del partito comunista, verso la prospettiva rivoluzionaria della presa del potere e dell'esercizio della propria dittatura. Si è anche precisato come il compito dei comunisti sia soprattutto organizzativo: nei limiti delle nostre forze, lavorare dentro e fuori i sindacati di regime e in tutte le organizzazioni che la classe cerca di costituire nella sua difesa dagli attacchi del capitale.
Significativo della situazione di profondo ristagno e isolamento delle lotte immediate è il fatto che le domande giunte dal pubblico nelle due ore successive alla relazione rivelassero un totale distacco tra azione sindacale e prospettiva rivoluzionaria, o non riuscendo a concepire un’azione fuori e contro i sindacati di regime, oppure affidandosi al massimo alle illusioni dell’autogestione della fabbrica. Da parte nostra, abbiamo ribadito che gli organismi territoriali di lotta proletaria, di cui auspichiamo il risorgere, non potranno che essere l’incontro dialettico e concreto tra la combattività spontanea della classe – costretta a combattere dalle stesse condizioni insostenibili create dal modo di produzione capitalistico – e la partecipazione del Partito alle sue lotte. Non si tratta di “far capire alla classe”, attraverso l’illuminazione, o corsi di studio e seminari, ma di organizzare la lotta di classe, far sedimentare le esperienze, unirla, spezzare le continue divisioni.
Nella riunione di domenica, tra compagni e simpatizzanti, si è partiti da una relazione politica che servirà da impostazione del lavoro futuro, nella prospettiva di una sezione di Partito a Zurigo. Oltre a ribadire che, al singolo simpatizzante come al militante, non sono richiesti la completa conoscenza e padronanza del patrimonio del partito, ma l’accettazione e la difesa del blocco invariante di dottrina, principi, finalità, programma, tattica e organizzazione, abbiamo ricordato come per noi l’adesione al partito non è mai “di gruppo”, ma individuale, come conseguenza di una sempre maggiore integrazione in un lavoro in corso d’opera e collettivo. La militanza non è un qualcosa di puramente razionale, perché fondamentali sono le spinte della passione e dell’entusiasmo.
Altre domande venute dai simpatizzanti riguardavano come sviluppare il lavoro di analisi del corso del capitalismo, come lottare contro l’opportunismo evitando il pericolo di trasformarsi in una setta, come rafforzare il partito in una situazione ancora di profonda controrivoluzione, come si rapportano fra loro il “partito storico” e il “partito formale” (nell’accezione data fin da Marx) e, di conseguenza, le ricadute sul piano organizzativo – tutte questioni cui abbiamo risposto, sottolineando ancora che è comunque il lavoro collettivo di partito la migliore risposta.
La conclusione dei giorni di lavoro zurighesi ha lasciato tutti molto soddisfatti e fiduciosi di poter presto integrare questi giovani elementi nel più ampio e necessario lavoro di partito.
Benevento. A settembre, la sezione ha partecipato, in più occasioni, a iniziative “Pro Pal”. Nel corso della prima, tenutasi su un ponte pedonale in appoggio alla Sumud Flotilla, abbiamo distribuito qualche giornale e un volantino del Comitato di lotta per migliori condizioni di vita e di lavoro (vedi sotto), in quanto l'intervento era coordinato con altri compagni internazionalisti che ne fanno parte; siamo poi intervenuti nel successivo dibattito, ribadendo che il vero nemico è il capitalismo che attua massacri anti-proletari per reagire alla propria crisi di sovrapproduzione di merci e capitali (ed esseri umani!). In seguito, abbiamo partecipato a un'assemblea indetta da vari attivisti della Flotilla per ulteriori iniziative e annunciando la preparazione di una conferenza sulla situazione, non solo in Palestina ma anche in altre parti del mondo. Il 22/9, giorno dello sciopero generale indetto dal sindacalismo di base, nel corso della manifestazione a cui hanno partecipato almeno 1500 persone, soprattutto studenti, abbiamo distribuito 200 copie del volantino di Partito intitolato “Contro le guerre imperialiste, sempre e comunque disfattismo rivoluzionario”, oltre ad alcune copie del giornale, stringendo anche contatti per rapporti futuri.
GUERRA O CONTRO LA GUERRA?
CAPITALISMO O CONTRO IL CAPITALISMO?
Questo è oggi il vero dilemma.
È lo scontro fra due classi: la borghesia e il proletariato.
Imperialismo significa guerra, terrore, genocidio. Una scia di sangue si sta estendendo dall‘Ucraina, al Medio Oriente, all‘Africa. Una scia di sangue che anticipa e prepara un nuovo conflitto mondiale che travolgerà i nostri giovani.
Solo ingenui idealisti e chi con l‘inganno nasconde le cause della guerra vi scorgono il vecchio fantasma dello scontro tra democrazia e autocrazia.
Sappiamo invece che è la crisi di sovrapproduzione di merci, capitali ed essere umani prodotta dal capitalismo che conduce necessariamente alla guerra mondiale come il 1° e 2° macello mondiale condotti a spese e sulla pelle dei lavoratori salariati e per mantenere il dominio di classe della borghesia.
La borghesia (il padronato) sta compiendo ogni sforzo in preparazione della guerra mondiale.
Tutti i partiti borghesi sostengono la corsa al riarmo, sia chi dice “armiamo gli stati”, sia chi dice “armiamo l'Europa” o fingendosi “per la pace “ ma pronti a voltare bandiera sotto la sferza del capitalismo come ci dimostrano tutti i governi degli ultimi 70 anni.
Tutti gli apparati statali, tutte le istituzioni compresi i sindacati patriottici si ingegnano a produrre e sostenere leggi (come i decreti sicurezza) che servono a militarizzare la vita civile e ad impedire le lotte per migliori condizioni di vita e di lavoro, a criminalizzare i migranti in cerca di vita che il capitalismo deprime nei loro paesi di origine.
Tutti in gara a chi è più patriota, pronti ad affibbiare una patria ai proletari.
Tutti a fare appello all'unità nazionale.
Noi diciamo che il proletariato non ha patria.
Noi diciamo che l'unità nazionale fa la forza del capitale e dei suoi burattini.
Mentre c'è chi si trastulla con l'antifascismo, noi chiamiamo i lavoratori all'anticapitalismo!
Mentre le borghesie si danno da “fare” per mandarci a morire in guerra per i loro profitti, noi chiamiamo i proletari a “disfare”.
La nostra parola d'ordine è
DISFATTISMO RIVOLUZIONARIO!
Oggi necessita la lotta, unico modo per solidarizzare con i proletari colpiti dalle guerre!
A cominciare dalla lotta salariale e per migliori condizioni di vita e di lavoro !
Ogni manifestazione per questi obbiettivi È contro la guerra, È disfattismo.
NON siamo patrioti o sostenitori della guerra!
Siamo proletari in lotta contro il capitalismo.
Proletari di tutto il mondo UNITEVI!
Pagina fb : Comitato di lotta per migliori condizioni di vita e di lavoro
cip via Pisacane 18 Benevento 02/09/25