L' attacco violento della polizia ai lavoratori della ThyssenKrupp di Terni, che manifestavano a Roma per difendere le proprie condizioni di esistenza e di lavoro, dice una volta di più CHIARO E TONDO che lo Stato (e il Governo che ne il braccio politico) è lo strumento di difesa degli interessi della classe borghese dominante. La Fiom e le altre organizzazioni sindacali che “si stupiscono” dell' “esagerata violenza” della polizia, quando non passa giorno senza che si verifichino scontri di questo tipo davanti alle fabbriche, nelle strade, nelle piazze (i lavoratori della logistica, in stragrande maggioranza immigrati, ne sanno qualcosa!), sono corresponsabili dei fatti accaduti.
Prima di subire altri futuri pestaggi, i lavoratori DEVONO rendersi conto che non si tratta di eventi casuali o eccezionali, ma di disposizioni centrali delle prefetture; DEVONO rendersi conto che occorre respingere il rituale tran tran delle finte manifestazioni e tornare a organizzarsi, dentro e fuori i luoghi di lavoro, poiché con il procedere della crisi economica mondiale il controllo e la repressione saranno all'ordine del giorno; DEVONO a tal fine istituire solidi e duraturi collegamenti sul territorio fra tutte le situazioni di lotta, con i disoccupati, con i precari, con i proletari immigrati; DEVONO opporre alla violenza e alla repressione padronali e statali un movimento di lotta non spezzettato e diviso, ma quanto più esteso e compatto, al di sopra di ogni differenza di mansione, di categoria, di età di sesso e di provenienza; DEVONO tornare a riconoscere i nemici diretti e i falsi amici: lo Stato, i partiti dell'arco costituzionale, le organizzazioni sindacali da tempo divenute corporazioni e quindi colonne portanti dell'ordinamento borghese, i riformisti di ogni colore e parrocchia difensori di un' illusoria pace sociale, che ci consegnano indifesi nelle mani della Legge e dell' ordine; DEVONO contare sulle proprie forze, organizzati e decisi a vender cara la pelle, e rispondere colpo su colpo agli attacchi e alle aggressioni. Soprattutto, DEVONO rendersi conto che responsabile della precarietà e della sofferenza presenti e future, della fatica del sopravvivere, delle tragedie e degli omicidi in fabbrica, della brutalità che pervade ogni angolo della società attuale, un modo di produzione, quello capitalistico fondato sul profitto e sullo sfruttamento, che VA ABBATTUTO, prima che una nuova carneficina mondiale rovesci su tutti noi altre immani distruzioni. Le avanguardie di lotta consapevoli di questa situazione e orientate in questa direzione DEVONO comprendere l'urgenza irrimandabile del rafforzamento e radicamento del Partito comunista internazionale, l' organo politico necessario per dirigerle nella difesa oggi e nell'a ttacco domani.
Milano, 29/10/2014
Partito comunista internazionale (il programma comunista)