Il pestaggio a sangue di un dirigente del S.I. Cobas, a Milano, nel pomeriggio del 14/1- un vero e proprio agguato malavitoso, completo di minacce di una “brutta fine” se avesse continuato a occuparsi dell'organizzazione dei lavoratori della logistica- , mostra con immediata evidenza che, quando settori del proletariato cominciano a muoversi e cercano di organizzarsi per far fronte all'attacco di Stato, padronato e sindacati corporativi, la classe dominante schiera in campo tutte le proprie forze, legali e illegali, non esitando certo a ricorrere alle pratiche e alla manovalanza di quella malavita che dichiara di voler combattere. Nell'esprimere tutta la nostra solidarietà di militanti comunisti al dirigente del S.I. Cobas aggredito, ribadiamo la necessità e urgenza di una più ampia mobilitazione e organizzazione sul territorio, capace di farsi carico non solo della difesa delle condizioni di vita e lavoro del proletariato, ma anche di neutralizzare e rispondere a ogni attacco gli venga portato, sul piano sia legale che illegale. In questa prospettiva, sempre più centrali diventano il radicamento e il rafforzamento del partito rivoluzionario, unica forza in grado di unificare e dirigere le battaglie dei proletari, facendole passare dal livello della necessaria lotta economica a quello, politico, della preparazione rivoluzionaria per la presa del potere e l'instaurazione della dittatura del proletariato.
Milano, 15/1/2014
Partito comunista internazionale (il programma comunista)