Quaderno n°5 - Lo stalinismo: non patologia del movimento operaio ma aperta controrivoluzione borghese

Quaderno n°5Molti sono gli aspetti che fanno dello "stalinismo" il punto di incontro di tutte le forme moderne della controrivoluzione, che perdura tuttora dopo il periodo rivoluzionario innescato dalla prima guerra mondiale e soprattutto dalla rivoluzione proletaria in Russia. Questo tema ha un indubbio interesse nella formazione e preparazione dei militanti rivoluzionari e non c'è dubbio che esso si presenterà nelle sue multiformi varianti storiche  in modo virulento non appena la tensione rivoluzionaria internazionale riprenderà a crescere. La critica che abbiamo svolto fin dal suo sorgere si sviluppa sul piano della storia e della politica e certamente non in quella degli individui e dei “capi”. Nel corso della presente trattazione si userà il termine “stalinismo” ben consapevoli della sua inefficacia e ambiguità nel descrivere fenomeni radicati nella storia della lotta di classe e non frutto dell’agire di individui, come potrebbe far intendere il termine. Nei fatti noi rifiutiamo l’ipocrita approccio borghese che vuole vedere nel fenomeno storico detto “stalinismo” unicamente solo forme di violenza e prevaricazione, dirette contro la vecchia guardia bolscevica, mentre nel secondo conflitto mondiale e dopo di esso si è visto ben altro. Infatti lo “stalinismo” ha svolto opera profondamente controrivoluzionaria nel corso delle ricostruzioni nazionali offrendo nuove occasioni di falsificazioni e mistificazione ai nemici storici del comunismo. 

 

 

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