Da una lettera di Karl Marx a Joseph Weydemeyer del 5 marzo 1852

[...]

Per quanto mi riguarda, non a me compete il merito di aver scoperto l’esistenza delle classi nella società moderna e la loro lotta reciproca. Molto tempo prima di me, storiografi borghesi hanno descritto lo sviluppo storico di questa lotta delle classi ed economisti borghesi la loro anatomia economica. Ciò che io ho fatto di nuovo è stato:

1. dimostrare che l’esistenza delle classi è legata puramente a determinate fasi storiche di sviluppo della produzione;

2. che la lotta delle classi conduce necessariamente alla dittatura del proletariato;

3. che questa dittatura medesima non costituisce se non il passaggio all’abolizione di tutte le classi e a una società senza classi.

Mascalzoni ignoranti come Heinzen[1], i quali non solo negano la lotta, ma persino l’esistenza delle classi, dimostrano soltanto, nonostante i loro latrati sanguinari e le loro pose umanitarie, di ritenere le condizioni sociali nelle quali domina la borghesia come il prodotto ultimo della storia, come il non plus ultra della storia, di non essere che servi della borghesia, una servitù che è tanto più ripugnante, quanto meno questi cialtroni riescono a capire anche solo la grandezza e la necessità transitoria del regime borghese stesso.

[...]

 

[1] Karl Heinzen, pubblicista radicale tedesco di orientamento anarchico, con il quale Marx ed Engels si scontrarono a più riprese.

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