Spezzare la mostruosa catena degli omicidi sul lavoro

La morte della giovane operaia Luana d'Orazio, risucchiata e straziata da una macchina tessile in una fabbrica di Prato (seguita poche ore dopo da quella dall'operaio Christian Martinelli, schiacciato da un tornio meccanico in una fabbrica di Busto Arsizio), lascia sgomenti i borghesi di ogni risma. I sindacati tricolore s'indignano e gridano “È possibile morire così nel 21° secolo?”. Un'esponente del PD si chiede: “Come è possibile rischiare la vita lavorando?”. E così via, con la solita litania.

Sì, signori, è possibile morire a centinaia e a migliaia sotto il giogo di un sistema marcio e criminale. Sì, è possibile morire di lavoro, sempre più precario, sempre meno sicuro: è un'orribile storia che si ripete ogni giorno!

Organizzarsi e lottare per migliori condizioni di vita e di lavoro è urgente e necessario. Ma non basta: la vita dei proletari si difende solo preparandosi ad abbattere il vostro lurido Stato! Ricordiamolo sempre!

                                                                                                                                             5/5/2021

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