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DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco

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Lunedì, 30 Novembre 2020

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx a Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco. 

Tutto il mondo è paese…

  • Categoria: n. 02-03, marzo-giugno 2020
  • Pubblicato: Domenica, 29 Marzo 2020 23:05

Una corrispondenza dal Belgio

Il contenimento non è altro che polvere negli occhi: un ulteriore passo verso la dittatura del capitale, verso esercizi di irreggimentazione della popolazione (spesso con il suo consenso). Ma noi proletari siamo tenuti a far funzionare la produzione/plusvalore andando in fabbrica, in officine o a lavorare nei supermercati ... i “capi” non vedono nient'altro di “essenziale” che i loro profitti.

Alcuni esempi?

* siamo costretti a spostarci il meno possibile (ma quando si è in 500 in una fabbrica... allora spostarsi è tollerato)

* scuole, ristoranti, caffè, negozi non alimentari sono chiusi

* i nidi sono aperti (altrimenti come potrebbero andare al lavoro i genitori?...).

* trasporti e poste sono chiusi

Esiste poi un accordo politico fra i dieci partiti parlamentari in base al quale sono conferiti poteri speciali (“di coronavirus") al governo federale per tre mesi, di volta in volta rinnovabili: le decisioni non saranno più discusse in Parlamento.

Il governo sta mettendo a disposizione un miliardo di euro: ciò ovviamente riguarda le misure nel settore sanitario. Ma il denaro consentirà anche di prendere le decisioni “essenziali" per aiutare le aziende “colpite”: l'esenzione, il rinvio o la riduzione dei contributi previdenziali dei datori di lavoro, mentre le imprese che devono chiudere possono beneficiare di un risarcimento forfettario di 4.000 euro...

Nel 2017, l'ultimo governo ha imposto tagli all’assistenza sanitaria per 900 milioni (l'equivalente di 22.500 respiratori). Allo stesso tempo, questo governo seleziona il caccia Stealth americano F-35A per sostituire nel prossimo decennio l'aereo militare F-16. Questo contratto prevede la consegna di 34 aeromobili a partire dal 2023, per un importo iniziale stimato in 3,8 miliardi di euro, più 200 milioni di riserve. Il costo stimato del programma per la durata del dispositivo – circa quaranta anni – è stimato in quindici miliardi di euro...

Gli speculatori e le aziende hanno poi subito deciso di sfruttare la pandemia: un pacchetto di 50 maschere chirurgiche, che settimane fa costava 6 euro, adesso ne costa 70!

Alcune fabbriche/multinazionali hanno conosciuto scioperi spontanei, interruzioni parziali o scioperi “dello zelo”. Per esempio:

1) Alla Makro-Metro (grande magazzino di distribuzione di massa) a Charleroi, i lavoratori e le lavoratrici hanno dovuto interrompere il lavoro per imporre una riduzione del numero di clienti presenti nella struttura. Il “drive-in”, che fornisce attrezzature per l'edilizia, è stato chiuso perché ritenuto non essenziale: ma la mattina di venerdì 20 marzo è stato riaperto con il pretesto di un decreto ministeriale che prevede un'eccezione in modo che i professionisti possano ottenere materiali per la costruzione e le riparazioni urgenti. Ovviamente, ciò ha causato un nuovo afflusso di persone e nessun mezzo per ordinare gli accessi. I lavoratori e le lavoratrici hanno espresso allora tutto il loro malcontento perché gli accessi sono poi dilagati nei settori degli alimentari e questo ha aumentato fatica, tensione e stress. La direzione ha infine chiuso il drive-in alle 14:00.

2) I lavoratori hanno costretto la direzione a chiudere la fabbrica Audi a Forest, Bruxelles. La direzione voleva che si continuasse a produrre per rastrellare profitti, ma non ha preso alcuna misura di sicurezza. Altre società hanno dovuto fermare il lavoro (o ridurre gli orari): Volvo, CNH, Daf Trucks, Décathlon, Brico, Bombardier, Nexans, Leonidas, Neuhaus, Sonaca, Arcelor Mittal (Gand), Prayon ...

3) Alla Avery Dennison (multinazionale di lavorazione della carta), di fronte al rifiuto della direzione di adottare misure efficaci e all’immobilismo delle organizzazioni sindacali, i lavoratori e le lavoratrici hanno affermato il proprio “diritto di recesso” (rifiuto di lavorare in assenza di misure d’igiene). Più di 150 lavoratori hanno rilasciato un certificato medico per una settimana o due, abbandonando così gli impianti...

 

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                                                                           (il programma comunista)

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