Chi siamo

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco

Sedi di partito e punti di contatto

MILANO, via dei Cinquecento, 25, citofono: Ist. Prog. Com. (zona Corvetto; MM3; Bus 95) — lunedì ore 21,00 
MESSINA (nuovo punto di contatto), Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
ROMA, presso "Libreria Anomalia", via dei Campani, 73 — primo martedì del mese dalle 17,30 
TORINO,  Prossimo incontro pubblico a Torino sabato 14 gennaio 2017, ore 15,30, c/o Circolo ARCI CAP, corso Palestro 3/3bis
BOLOGNA, c/o Circolo Iqbal Masih, via dei Lapidari 13/L (Bus 11C) - secondo e ultimo martedì del mese, dalle 21,30 (Gli incontri di Bologna, sono momentaneamente sospesi. Non appena sarà possibile riprenderli, lo comunicheremo)
BENEVENTO, presso Centro sociale Asilo Lap31, Via Bari 1 - il primo Venerdì del mese, dalle ore 19.00.

Corrispondenza

Per la corrispondenza scrivere a:
Istituto Programma ComunistaCasella postale 272 - Poste Cordusio 20101, Milano.
Per brevi comunicazioni o per inviarci i vostri ordini (testi, giornali, articoli etc.) potete anche utilizzare il seguente indirizzo di posta elettronica
info@internationalcommunistparty.org
Contatti
Sabato, 28 Marzo 2020

I venti di guerra che soffiano nell’intero medio oriente proclamano la necessita' della preparazione rivoluzionaria

Dalla Libia all'Iran, passando attraverso la Siria e l'Irak, i venti di guerra soffiano con violenza sempre maggiore. Mentre continua il massacro di civili in Siria e Yemen (ma questo, oggi, a quanto pare fa meno notizia) e in Libia regna sempre più il caos di una guerra in gran parte per procura, con coinvolgimento militare e diplomatico dei principali attori imperialisti, i recenti episodi verificatisi su suolo irakeno e iraniano (l'uccisione mirata del generale Soleimani a opera degli USA, la reazione militare di Teheran, lo stesso “incidente” dell'aereo ukraino abbattuto “per errore”) sono altrettanti segnali di un acuirsi dei contrasti inter-imperialisti, e ciò indipendentemente dalle prevedibili svolte future o già in corso, dalle momentanee attenuazioni delle tensioni, dal costante lavorio dietro le quinte della diplomazia.

 

Come si sa (o si dovrebbe sapere), il Capitale non ama lo stato di guerra, ma vi è costretto, e ciò per questi motivi principali: la guerra agisce come controtendenza alla caduta del saggio medio di profitto, è uno dei mezzi cui ricorrono i Capitali nazionali per arginarlo o quanto meno rallentarlo (Marx, Il Capitale, Libro Terzo); la guerra può funzionare come potente fattore di mobilitazione patriottica, affasciando le classi intorno agli “interessi superiori del Paese” e soprattutto cacciando il proletariato nel vicolo cieco del nazionalismo.

Quest'ultimo punto va tenuto ben presente. La continua spettacolarizzazione della guerra e dei suoi effetti ha calcato molto la mano sulle oceaniche manifestazioni di cordoglio seguite, in Iran, all'uccisione del generale: ma in pochi si sono ricordati delle altrettante diffuse manifestazioni di piazza che da mesi hanno occupato, con morti e feriti fra i dimostranti, le strade irakene e iraniane, al cuore delle quali stava e sta il continuo peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro di grandi masse di proletari e mezze classi proletarizzate o in via di proletarizzazione. Noi abbiamo sempre accolto con entusiasmo queste manifestazioni, indicando in esse un ulteriore segnale del maturare delle insanabili contraddizioni del modo di produzione capitalistico; nello stesso tempo, però, ne abbiamo indicato lucidamente i limiti: la loro progressiva subordinazione a obiettivi democratici e piccolo-borghesi, il drammatico disperdersi di un energia potenzialmente classista nel fumo di costruzioni ideologiche riformiste e anti-proletarie. E abbiamo ribadito che, ben lontani dall'accodarci a esse o dal vedere in esse ciò che non sono e non possono essere (una del tutto immaginaria ripresa rivoluzionaria), proprio l'esplodere sempre più ravvicinato di quelle contraddizioni dimostra la necessità e l'urgenza di una seria preparazione rivoluzionaria del proletariato, e non affidata ai fuochi fatui di questa o quella, se pur generosa, “intifada”.

A fronte di questi episodi e del loro sicuro moltiplicarsi nei tempi a venire, al centro di questa preparazione rivoluzionaria, bisogna riproporre con forza l'unica posizione che permetta al proletariato internazionale di evitare d'essere trascinato ancora una volta in una guerra imperialista, come purtroppo avvenne ieri, con il tremendo massacro della Seconda guerra mondiale e il sanguinoso dopoguerra che lo seguì e in cui siamo tutt'oggi immersi. Questa posizione può SOLO essere la seguente:

-Il proletariato mondiale NON HA amici fra i briganti imperialisti e NON HA compiti nazionali o patriottici da svolgere

-Suo obiettivo è quello di schierarsi, NON da una parte piuttosto che dall'altra in un conflitto fra imperialismi, ma CONTRO la propria borghesia e A FIANCO del proletariato degli altri paesi

-Ciò implica riprendere con decisione la strada della lotta e dell'organizzazione di classe, rispondendo a ogni colpo e a ogni aggressione e sottoponendo a critica decisa il militarismo borghese e il pacifismo piccolo-borghese, premessa indispensabile per poter condurre una decisa azione di disfattismo rivoluzionario, sabotando ogni sforzo bellico della propria classe dominante.

Tutto ciò sarà possibile alla sola condizione (lo ripetiamo con decisione, consapevoli della drammaticità di un ritardo storico che ha molte cause e su cui siamo tornati più e più volte) [1]  che si rafforzi e radichi a livello mondiale il SUO partito, il partito comunista internazionale, unico punto di riferimento OBBLIGATO per le avanguardie di lotta che i crimini e i disastri del capitalismo non potranno non far maturare, spingendole a forza sulla scena della lotta di classe aperta. Solo così ci si potrà incamminare, in uno scontro necessariamente violento con il vecchio e marcio modo di produzione capitalistico, con lo Stato che lo rappresenta e lo difende e con i partiti e i movimenti che lo incarnano e lo sostengono, verso la necessaria PRESA DEL POTERE e instaurazione della DITTATURA DEL PROLETARIATO diretta dal suo partito, come ponte di passaggio verso la società senza classi, il COMUNISMO.

Se non si riconosce questa condizione e non si lavora per essa, continuando invece a credere nel “movimento” fine a se stesso, nell'automatismo fra crisi economica-crisi sociale-crisi rivoluzionaria, nel meccanico e metafisico emergere dalle lotte sindacali del partito rivoluzionario, nell'attesa messianica di un partito che, come un deus ex machina, compare dal nulla “quando la rivoluzione è matura”, allora l'ennesimo, sanguinoso disastro si abbatterà su tutto il mondo. E a farne le spese, ancora una volta, sarà la specie umana.

 

[1] Per esempio, “Profondità della crisi generale e ritardo storico della rivoluzione proletaria”, Il programma comunista, n.3/2019.

 

Partito comunista internazionale

                                                                           (il programma comunista)

Incontri pubblici in evidenza

  • Berlino  : «Umweltkrise und kapitalistische Krise - Grüner Kapitalismus ist keine Lösung! », 13.02.2020, 19h, c / o K9, Kinzigstraße 9, Berlino-Friedrichshain
  • Milano  : «Continuità della repressione delle lotte economiche e sociali, da un governo all'altro», 22.02.2020, 16h, c / o Libreria Calusca, via Conchetta 18, Milano  (MM 2 Romolo, Bus 91)
  • Bologna -  Nuovo punto di incontro per lettori e simpatizzanti - Via Marzabotto, 2 - c / o Ass. 20 Pietre (26 gennaio - 16 febbraio - 15 marzo) dalle ore 15 alle ore 19
  • Torino -  Prossimo incontro a Torino 29-02-2020, dalle 15,00, c/o Bar "Pietro" Via San Domenico 34

International Press

 

                    

            N°1 - 2020                              N°06-2020                              N°3 - 2019

Informativa 

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella pagina di policy & privacy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.  Per saperne di piu'