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DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco

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Domenica, 29 Novembre 2020

DISTINGUE IL NOSTRO PARTITO: La linea da Marx a Lenin alla fondazione dell’Internazionale comunista e del Partito Comunista d’Italia; alla lotta della sinistra comunista contro la degenerazione dell’Internazionale; contro la teoria del socialismo in un Paese solo e la controrivoluzione stalinista; al rifiuto dei fronti popolari e dei blocchi partigiani e nazionali; la dura opera del restauro della dottrina e dell’organo rivoluzionario a contatto con la classe operaia, fuori dal politicantismo personale ed elettoralesco. 

Dopo minneapolis. La rivolta dei proletari americani sia un esempio per i proletari di tutte le metropoli

  • Categoria: n. 02-03, marzo-giugno 2020
  • Pubblicato: Domenica, 31 Maggio 2020 22:12

La brutalità dello sbirro di Minneapolis non è l'eccezionale comportamento di un gendarme esaltato, psicopatico, fuori controllo... È l'espressione "spontanea" della principale funzione "istituzionale" delle forze di polizia dello Stato contemporaneo, borghese e imperialista: sorvegliare, punire, reprimere, controllare ogni comportamento "sospetto", individuale prima (la violazione o anche solo l'intenzione di violare la proprietà privata, nella sua versione di gretto possesso di merci da vendere), ma in potenza e in prospettiva collettivo e sociale (il sovvertimento delle forme di produzione che abolirà l'appropriazione privata della ricchezza prodotta dal lavoro collettivo dei lavoratori salariati di tutto il mondo). Lo sanno bene i lavoratori che lottano ogni giorno per il salario, per le condizioni di vita e lavoro, contro e fuori le regole stabilite dal "diritto" borghese, così come lo sanno i proletari e le masse proletarizzate delle zone dove esplodono e infuriano le guerre, dove lo sfruttamento imperialista rapina e devasta senza pietà.

 

Noi comunisti siamo totalmente solidali con i proletari, i sottoproletari e tutti coloro che non possono più sopportare la violenza dello Stato borghese, e che in queste ore manifestano la loro rabbia e la loro indignazione contro i simboli dell'oppressione poliziesca nei quartieri popolari; e certo non ci meravigliamo né indignamo se nella confusione generale si prendono d'assalto magazzini, empori e banchi dei pegni, simboli ben concreti della dittatura del denaro e della merce sulla vita umana.

Sappiamo bene che queste rivolte sono solo un sintomo della potenzialità rivoluzionaria della nostra classe e che, nonostante la loro durata e intensità, sono destinate a essere soffocate e riassorbite con il sacrificio del nostro sangue.

Ma queste rivolte (che i mezzi di comunicazione di massa, organi ed espressione della borghesia, si ostinano a ridurre a "proteste contro il razzismo e le disuguaglianze", condannando quindi ogni forma che oltrepassi la lamentela e il piagnisteo dei poveracci) devono insegnare e ricordare ai proletari di tutto il mondo che il nodo da sciogliere è quello del potere: rivoltarsi, bruciare le stazioni di polizia non è sufficiente, riprendersi le merci dagli empori o i soldi dalle banche e dai banchi di pegno non basta.

Oggi, i proletari americani sono costretti a rispondere con la forza ai soprusi degli sbirri e bene fanno a rispondere colpo su colpo alle aggressioni, così come bene fanno a rispondere colpo su colpo alla canaglia "suprematista bianca", dimostrando nella pratica della comune difesa che il proletariato è un'unica classe: chi tocca uno tocca tutti.

Tuttavia, è necessario un passo in più : è necessario comprendere che sbirri e fascisti sono solo strumenti del vero nemico, lo Stato borghese e imperialista – nemico anche e soprattutto quando si propone come mediatore "democratico", pacificatore e generoso erogatore di sussidi.

La rivolta è sacrosanta, la difesa è necessaria: ma non bastano. Dai quartieri proletari devono tornare a circolare la consapevolezza e la certezza che bisogna combattere non solo contro il potere, ma per la presa del potere: per abbattere il potere della borghesia e sostituirlo con il potere dei soli lavoratori salariati. Non basta prendere con la forza le merci prodotte dall'espropriazione del nostro lavoro: bisogna distruggere il sistema che ci ruba il lavoro e l’esistenza e con la rivoluzione comunista riorganizzare ogni aspetto della vita sociale.

La rivolta è un'esplosione obbligata. Ma la rivoluzione è una necessità che richiede organizzazione, programma, idee chiare e pratica di lavoro collettivo: in parole chiare e semplici, la rivoluzione ha bisogno di un partito che la indirizzi.

Il proletariato in lotta, il proletariato in rivolta, si deve organizzare con e nel partito comunista.

Avvertenze e punti di contatto:

Milano, via dei Cinquecento n. 25 (citofono Istituto Programma), (lunedì dalle 18) (zona Piazzale Corvetto: Metro 3, Bus 77 e 95)
Messina, Piazza Cairoli - l’ultimo sabato del mese, dalle 16,30 alle 18,30)
Roma, via dei Campani, 73 - c/o “Anomalia” (primo martedì del mese, dalle 17,30)
Benevento, c/o Centro sociale LapAsilo 31, via Firenze 1 (primo venerdì del mese, dalle ore 19)
Berlino, scrivere a: Kommunistisches Programm c/o Rotes Antiquariat Rungestrasse 20 - 10179 Berlin Indirizzo email: kommunistisches-programm@gmx.de
Bologna, al momento è sospesa l’apertura al pubblico
Torino, nuovo punto di incontro presso Bar “Pietro”, via S. Domenico 34 (sabato 21 novembere 2020, dalle 15)

 

Il Programma Comunista

Kommunistisches Programm

The internationalist

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